Poesie catartiche
poesia postata da: Lomorandagio, Poesie (Poesie catartiche)
Cosa penseresti
Cosa penseresti, se guardando indietro
nel tempo,
vedresti roteare nel vento
i tuoi sogni.
E cosa penseresti
se poi quel vento
li abbandonasse sul selciato,
fiacchi e inutili
come coriandoli dopo una festa.
Io non so cosa penseresti.
Io penserei
di raccogliere quei coriandoli,
prima che torni la neve,
e ridipingerli
con i colori della vita:
per vederli brillare
di nuova speranza.
Non chiedere troppo.
Un giorno chiesi alla zebra:
sei una zebra bianca con strisce nere
o sei nera con strisce bianche?
La zebra guardandomi mi chiese:
sei tu un uomo agitato con alcuni istanti tranquilli
o sei un uomo tranquillo con alcuni attimi agitati?
sei un tipo trasandato con alcuni modi ordinati
o sei un tipo ordinato con alcune cose trasandate?
Sei un uomo felice con alcuni attimi di tristezza
o sei triste con alcuni momenti di felicità?
Non chiederò mai più alla zebra delle sue strisce.
poesia postata da: Mirko Meneguzzo, Poesie (Poesie catartiche)
Un Icaro dalle ali nere
Prova e riprova
selz e soda,
distende le ali
verso luoghi fatali.
"Fermati!" gli disse
finché a morte non finisse.
Il Sole non amante
lo uccise all'istante.
Assopito giacque
come un sogno, rinacque.
Ricadde e precipitò,
ma stavolta si salvò.
L'anima di fulgido biancore,
divenne con le ore
amico d'inferno
per voto interno.
"Alla Luna e alla notte voltati
da oggi nell'oblio più non perderti."
poesia postata Poesie (Poesie catartiche)
Luce
Il sol lieto
che illumina
il mondo
ma non lo mì cor,
che illumina
i prati ma
non la mì anima.
E come fiume
scorre tra monti
e parla di storie,
di storie arcaiche.
E l'apollide simbol
venerato da li antichi
or non è che ombra
de la vera luce
ch'io cerco.
Congelata nubiltà
Fra le fronde dei noccioli
giace nubile Beatrice
beltà a lei tanto s'addice
se umiltà alla tamerice
invan i miei occhi anelan
forse l'ombra d'un sorriso
ma in su la soglia al paradiso
tu, san Pietro, resti assiso.
io supposi la mia sposa
fosse sol dal sol spossata
per una sì arsa giornata
e si fosse all'ombra ascosa
so-spirava il dì fatale,
la derise la sua sorte
non, a nozze,
suonan le campane:
i rintocchi sono a morte.