Poesie catartiche


Scritta da: Angelo Miinacapilli
in Poesie (Poesie catartiche)

Salmo 4 Giobbe

Mi hai donato nuova vita
Mi hai umiliato e rialzato come facesti con Giobbe
Sono tuo perché sei Tu il mio profondo,
Sei Tu il mio prossimo,
Sei Tu il mio cielo
e io non posso che aspirare a Te
Non basta una vita per conoscere l'Infinito
Come potrei conoscere i Tuoi Segreti
Sono cieco ai tuoi Occhi
E nel mio vuoto mi chiedo,
chi potrà mutare un tuo disegno?
Ai bambini è concesso immaginare ed anche sognare
ad occhi aperti
in questo consiste il dono di una vita
Io non posso far altro che definirmi un bambino
perché su questo ho meditato
perché così Gesù ha affermato mentre
curavo un lebbroso
Ora che interi eserciti si sono schierati contro di me
salva i miei corpi
bacia i fiori di loto
dammi scampo da Adamo
Scuoti il mio Eidos
Signore degli Eserciti.
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    Scritta da: Dorothy96
    in Poesie (Poesie catartiche)

    Desideri irrealizzabili

    Volerò
    Sulle mie ali di cartapesta
    Raggiungerò
    La libertà
    Il sole, il fuoco
    Nel cielo violaceo
    Respirerò
    Profumo di spensieratezza
    Mi libererò
    Dagli affanni terreni
    Dal dolore materiale
    Volerò
    Sulle mie ali di cartapesta
    Prenderanno fuoco
    E cadrò
    Tristemente cadrò
    Nel mare ghiacciato
    Non sentirò più niente
    E affogherò
    Tristemente affogherò.
    Composta domenica 22 febbraio 2015
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      Scritta da: Dario Pautasso
      in Poesie (Poesie catartiche)

      Daccapo

      Occhi d'un cielo d'inverno,
      iridi smeraldine, ghirlande lucenti:
      m'avvolgono.
      Accasciarmi e risalire
      al loro scintillio
      è un po' la mia vita.
      Così mi geli
      infinito ghiacciaio di pace.
      Così m'accendi
      sole verde, basso,
      sole d'alba.

      Labbra vermiglie, labbra di carne viva
      attendono silenziose, vibranti
      come un taglio di luna rossa.
      Aspettano labbra più sciatte
      ma più coraggiose nel venirgli appresso.
      Le accolgono.
      Labbra di lampone, ruvide
      vellutate,
      scelte da mano d'artista.
      Labbra nere di cera intiepidita.
      Labbra che odorano di vento
      e di ciliegia scura.
      Le cerco tra le trame del viso.
      Le prendo. Le assumo.
      Medicina dell'animo, veleno
      del mio cuore
      frettoloso.

      Alle volte ti cerco tutta intera
      e la tua espressione volubile,
      mutevole di volta in volta,
      mi rende cieco.
      Sono qui – mi dici.
      Eppur dev'essere un altro amore
      che sto avvicinando.
      Una forma nuova,
      un pensiero del tutto diverso.

      È bellezza – mi dice qualcuno
      - vive di metamorfosi.
      Va bene, di nuovo m'accascio
      e risalgo.
      Come daccapo.
      E tu sei la stessa.
      Composta giovedì 29 gennaio 2015
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        Scritta da: Dario Pautasso
        in Poesie (Poesie catartiche)

        Non adesso

        Ti dicono alzati
        Ti dicono di sorridere
        Ti dicono la vita è bella!
        Ti dicono un seme muore per ridare vita...
        Hanno gran voce e non fanno nulla, nulla.
        Portano via ratti ratti i loro bambini
        Che guardano un uomo che soffre:
        "non è bene che vedano piangere, capisci"
        S'arrabbiano, "smettila di piagnucolare!"
        Ti dicono, "ehi anche io sono a pezzi"... sai:
        Le tasse da pagare, il mutuo, la cucina nuova
        Mentre tu hai la morte nel petto
        Ed infinite ghirlande d'universo si sfilacciano
        Al suono troppo forte della vita che ti circonda
        e ruota sulle strade infinite del mondo.

        Ti dicono alzati
        Ti dicono di sorridere
        Ti dicono la vita è bella
        Poi ti lasciano solo, disteso, sfinito, morto
        Come una corteccia avviluppata dal tempo
        Come un fiore di gelido vento
        Come uno squarcio di luce verde in un tempio,
        Hanno adempiuto al loro dovere:
        hanno gettato le loro frasi circostanziali.
        Amico, se non capisci, non ti biasimo
        Non è facile. Ma risparmiami tutto questo.
        Leggimi un libro che parli leggero
        Di spazi comprensibili e finiti
        Di visi normali, di sorrisi corretti.
        Suonami la tua vecchia chitarra
        Sposta quest'aria di malattia con note
        Più gentili. Non a me l'Ipocrisia.
        Non adesso.
        Composta venerdì 18 giugno 2010
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          Scritta da: Dario Pautasso
          in Poesie (Poesie catartiche)
          Ogni tanto sorge il sole
          E mi trova ancora sgomento
          S'insinua nelle palpebre
          Mi abbaglia mentre è ancora notte
          Dentro.

          Sarà un sole pallido
          Ma c'è,
          Ed è come scivolare nella meraviglia
          Come portare in seno dei fiori
          Freschi
          Di campo
          Da donare a chi vuoi bene.

          Ogni tanto sorge il sole
          Quando è ancora notte
          Ed io piango di commozione
          Nel vapore di quei fiori
          Odorosi
          Di campo.

          Ecco: la notte celere
          Fa ritorno
          Ricompare quando il sole è ancora alto
          Giunge senza parola
          Meschina
          Fredda
          Ammaliatrice.

          Fa ritorno mentre il sole mi fissa
          Mi avverte "adesso fermati"
          Mi osserva, la notte,
          Severa e forte
          Ed io mi fermo
          Col sole dritto in faccia.
          Taccio.
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