Poesie catartiche


Scritta da: Dorothy96
in Poesie (Poesie catartiche)

Desideri irrealizzabili

Volerò
Sulle mie ali di cartapesta
Raggiungerò
La libertà
Il sole, il fuoco
Nel cielo violaceo
Respirerò
Profumo di spensieratezza
Mi libererò
Dagli affanni terreni
Dal dolore materiale
Volerò
Sulle mie ali di cartapesta
Prenderanno fuoco
E cadrò
Tristemente cadrò
Nel mare ghiacciato
Non sentirò più niente
E affogherò
Tristemente affogherò.
Composta domenica 22 febbraio 2015
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    Scritta da: Dario Pautasso
    in Poesie (Poesie catartiche)

    Daccapo

    Occhi d'un cielo d'inverno,
    iridi smeraldine, ghirlande lucenti:
    m'avvolgono.
    Accasciarmi e risalire
    al loro scintillio
    è un po' la mia vita.
    Così mi geli
    infinito ghiacciaio di pace.
    Così m'accendi
    sole verde, basso,
    sole d'alba.

    Labbra vermiglie, labbra di carne viva
    attendono silenziose, vibranti
    come un taglio di luna rossa.
    Aspettano labbra più sciatte
    ma più coraggiose nel venirgli appresso.
    Le accolgono.
    Labbra di lampone, ruvide
    vellutate,
    scelte da mano d'artista.
    Labbra nere di cera intiepidita.
    Labbra che odorano di vento
    e di ciliegia scura.
    Le cerco tra le trame del viso.
    Le prendo. Le assumo.
    Medicina dell'animo, veleno
    del mio cuore
    frettoloso.

    Alle volte ti cerco tutta intera
    e la tua espressione volubile,
    mutevole di volta in volta,
    mi rende cieco.
    Sono qui – mi dici.
    Eppur dev'essere un altro amore
    che sto avvicinando.
    Una forma nuova,
    un pensiero del tutto diverso.

    È bellezza – mi dice qualcuno
    - vive di metamorfosi.
    Va bene, di nuovo m'accascio
    e risalgo.
    Come daccapo.
    E tu sei la stessa.
    Composta giovedì 29 gennaio 2015
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      Scritta da: Dario Pautasso
      in Poesie (Poesie catartiche)

      Non adesso

      Ti dicono alzati
      Ti dicono di sorridere
      Ti dicono la vita è bella!
      Ti dicono un seme muore per ridare vita...
      Hanno gran voce e non fanno nulla, nulla.
      Portano via ratti ratti i loro bambini
      Che guardano un uomo che soffre:
      "non è bene che vedano piangere, capisci"
      S'arrabbiano, "smettila di piagnucolare!"
      Ti dicono, "ehi anche io sono a pezzi"... sai:
      Le tasse da pagare, il mutuo, la cucina nuova
      Mentre tu hai la morte nel petto
      Ed infinite ghirlande d'universo si sfilacciano
      Al suono troppo forte della vita che ti circonda
      e ruota sulle strade infinite del mondo.

      Ti dicono alzati
      Ti dicono di sorridere
      Ti dicono la vita è bella
      Poi ti lasciano solo, disteso, sfinito, morto
      Come una corteccia avviluppata dal tempo
      Come un fiore di gelido vento
      Come uno squarcio di luce verde in un tempio,
      Hanno adempiuto al loro dovere:
      hanno gettato le loro frasi circostanziali.
      Amico, se non capisci, non ti biasimo
      Non è facile. Ma risparmiami tutto questo.
      Leggimi un libro che parli leggero
      Di spazi comprensibili e finiti
      Di visi normali, di sorrisi corretti.
      Suonami la tua vecchia chitarra
      Sposta quest'aria di malattia con note
      Più gentili. Non a me l'Ipocrisia.
      Non adesso.
      Composta venerdì 18 giugno 2010
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        Scritta da: Dario Pautasso
        in Poesie (Poesie catartiche)
        Ogni tanto sorge il sole
        E mi trova ancora sgomento
        S'insinua nelle palpebre
        Mi abbaglia mentre è ancora notte
        Dentro.

        Sarà un sole pallido
        Ma c'è,
        Ed è come scivolare nella meraviglia
        Come portare in seno dei fiori
        Freschi
        Di campo
        Da donare a chi vuoi bene.

        Ogni tanto sorge il sole
        Quando è ancora notte
        Ed io piango di commozione
        Nel vapore di quei fiori
        Odorosi
        Di campo.

        Ecco: la notte celere
        Fa ritorno
        Ricompare quando il sole è ancora alto
        Giunge senza parola
        Meschina
        Fredda
        Ammaliatrice.

        Fa ritorno mentre il sole mi fissa
        Mi avverte "adesso fermati"
        Mi osserva, la notte,
        Severa e forte
        Ed io mi fermo
        Col sole dritto in faccia.
        Taccio.
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